Il Persico Trota

black bass

 

Il persico trota, o black bass, è originario dell’America settentrionale ed è stato introdotto in Europa nel 1883, per la prima volta in Germania e in Inghilterra. In Italia è stato introdotto nel 1898 nei laghi di Comabbio e Monate.
Attualmente, essendo una specie molto gradita ai pescatori sportivi, è ben presente in tutta la pianura padana e in parecchie località dell’Italia peninsulare e
insulare nei laghi sia artificiali che naturali, stagni, lanche, anse tranquille dei fiumi e canali di bonifica. In Italia sono state introdotte due specie di persico trota, il persico boccalarga (Micropterus salimoides) e il persico bocca piccola (Micropterus dolomieu), ma il primo si è diffuso meglio.

Caratteristiche morfologiche
Presenta una forma molto somigliante alla spigola. Ha un corpo allungato, robusto, compresso lateralmente. Bocca protrattile, molto ampia che oltrepassa il margine posteriore dell’occhio, fornita di numerosi denti a forma di villi, la mascella inferiore sporgente rende la bocca inclinata verso l’alto, caratteristica da cui è derivato il nomignolo di “boccalone”.
Il colore di fondo è verdastro, più scuro sul dorso, che sfuma verso il giallastro nella parte inferiore, talvolta i fianchi hanno tonalità argentea; il ventre è bianco. Gli esemplari più giovani presentano sui fianchi chiazze scure che tendono a organizzarsi in una banda longitudinale.
Raggiunge una dimensione massima di 85 cm, che corrisponde a un peso di circa 10 kg; queste dimensioni eccezionali, tuttavia, vengono raggiunte dalla specie soltanto nei paesi d’origine (dai Grandi Laghi al Mississippi, ma in particolare nel Golfo del Messico): nelle acque italiane le sue dimensioni sono nettamente inferiori

Biologia
Preferisce ambienti d’acqua stagnante o a corso molto lento, ricchi di vegetazione
Nella bella stagione staziona spesso all’ombra delle foglie galleggianti, in mezzo alle ninfee e alla vegetazione superficiale; l’inverno, invece, lo trascorre in uno stato di torpore nei fondali più profondi.
E una specie predatrice: durante gli stadi giovanili si nutre di invertebrati, ma ben presto la sua dieta comprende anche uova, larve e adulti di anfibi e di pesci, non esclusi quelli della stessa specie.
Si riproduce in primavera-inizio estate, quando la temperatura dell’acqua raggiunge almeno 20° C. La riproduzione presenta aspetti peculiari: il maschio prepara un nido scavando nella sabbia o nella ghiaia, a profondità ridotta, fino a formare un avvallamento di circa 40 cm di diametro in cui la femmina deposita da 1.000 a oltre 5.000 uova giallastre di 1,5 mm di diametro. Le cure parentali vengono svolte dal maschio che sorveglia prima le uova sino alla schiusa e poi gli avannotti.

Come lo peschiamo
Le tecniche di pesca al persico trota più produttive sono lo Spinning e la pesca a mosca con il Popper. Anche la pesca con esca viva è molto produttiva, innescando alborelle o altri piccoli pesci.
Ma le più grosse emozioni si hanno pescando a spinning con gli artificiali da superficie, quali Rapala, spinner bait, plug e altri artificiali

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